Per riconoscere un video deepfake non esiste un segnale infallibile, ma alcuni indizi aiutano ancora: mani e dita strane, luci e ombre incoerenti, un audio che non segue la bocca e, soprattutto, un contesto che ti mette fretta. Prima di credere o condividere un video sorprendente, controlla chi l'ha pubblicato per primo e se le testate affidabili ne parlano.
I video e gli audio creati con l'intelligenza artificiale (IA) sono sempre più difficili da distinguere da quelli veri, e diversi esperti indicano il 2026 come un anno decisivo su questo fronte. Per chi risponde ogni giorno a clienti e messaggi, saper dubitare al momento giusto fa risparmiare soldi e brutte figure.
Perché oggi è più difficile riconoscerli
Gli strumenti di generazione video con l'IA sono migliorati molto in fretta: permettono di creare scene realistiche a partire da pochi comandi di testo o da una sola immagine di riferimento. Questo vale per i contenuti di intrattenimento ma, purtroppo, anche per truffe e disinformazione rivolte a consumatori e piccole imprese.
Un esempio tipico è il video in cui un volto noto sembra consigliare un investimento sicuro o un prodotto miracoloso. Se la promessa è troppo bella per essere vera, tratta il video come un campanello d'allarme, a prescindere da quanto appaia credibile.
Segnali che ancora aiutano
- Mani e dita strane. Restano uno dei punti più deboli della tecnologia: dita in più, dita in meno o posizioni anatomicamente impossibili.
- Illuminazione incoerente. Ombre che non corrispondono alla posizione della luce nella scena, oppure riflessi strani negli occhi.
- Audio non sincronizzato. La bocca non segue alla perfezione il suono, soprattutto sulle consonanti.
- Contesto sospetto. Video o messaggi che creano urgenza ("rispondi subito", "conferma prima che venga annullato") sono un forte campanello d'allarme, che siano fatti con l'IA o no.
Altri dettagli che a volte tradiscono un video falso sono la pelle troppo liscia, i contorni del viso, dei capelli o degli occhiali che sfarfallano quando la persona gira la testa, e le espressioni poco naturali. Tieni però presente due limiti: un video molto compresso o a bassa risoluzione nasconde molti difetti, e col tempo i difetti diminuiscono. Nessun indizio, da solo, è una prova. Per questo conta di più verificare la fonte che guardare i pixel.
Come verificare la fonte, passo per passo
- Risali a chi l'ha pubblicato per primo. Vai sul profilo originale, non su un rilancio: controlla se l'account è verificato, da quanto tempo esiste e cosa pubblica di solito.
- Cerca la notizia su più fonti. Una notizia importante compare su più testate serie. Se c'è soltanto quel video, diffida.
- Cerca l'origine del video. Fai uno screenshot di un fotogramma e usa la ricerca per immagini, per esempio con Google Lens: a volte ritrovi il video originale, usato in un altro contesto.
- Se ci sono soldi o dati di mezzo, conferma su un altro canale. Contatta la persona o l'azienda tramite un numero o un indirizzo che conosci già, non quello indicato nel video o nel messaggio.
Se la persona che vedi è in videochiamata e qualcosa ti sembra strano, puoi chiederle di girare la testa di profilo o di passarsi una mano davanti al viso: alcune imitazioni in tempo reale faticano con questi movimenti. Non è una prova definitiva, quindi non basta da sola: serve sempre una conferma su un canale alternativo.
E quando si tratta di una truffa con la voce clonata
Esistono truffe che usano la voce di un familiare, o perfino di un fornitore, clonata con l'IA per chiedere denaro con urgenza. Se la tua attività riceve una telefonata di questo tipo, magari da un presunto cliente o partner che chiede di cambiare con urgenza i dati di pagamento, per esempio un nuovo IBAN, riattacca e conferma su un altro canale che già conosci prima di prendere qualsiasi decisione economica. Per i familiari, la difesa migliore è una parola d'ordine concordata in anticipo: lo spieghiamo nella guida sulla truffa della voce clonata con l'intelligenza artificiale.
Una regola semplice per la tua attività
Se gestisci un'attività, trasforma la diffidenza in procedura, così non dipende dall'umore o dalla fretta del momento:
- Nessuna modifica di IBAN o di dati di pagamento comunicata per telefono, video o messaggio senza una conferma su un contatto già noto.
- Per i pagamenti importanti, una seconda persona controlla prima che parta il bonifico.
- Chi lavora con te sa che può rifiutarsi di eseguire una richiesta urgente, anche se sembra arrivare dal titolare, finché non è confermata.
Una richiesta legittima regge benissimo qualche minuto di verifica. Una richiesta falsa, di solito, no.
Cosa fare se riconosci un deepfake
- Non condividerlo, nemmeno "per avvisare gli altri": anche così contribuisci a diffonderlo.
- Segnalalo alla piattaforma. La maggior parte dei social ha una funzione di segnalazione per i contenuti ingannevoli o generati con l'IA: usa quel canale.
- Se riguarda te. Se il video usa il tuo volto o la tua voce senza permesso, conserva link e screenshot e puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali per informazioni e segnalazioni.
- Se c'è una truffa o un ricatto. Rivolgiti alla Polizia Postale sul portale commissariatodips.it o alle forze dell'ordine, e non pagare nulla prima di aver verificato.
Per segnalazioni e informazioni ufficiali: Polizia Postale, portale commissariatodips.it e Garante per la protezione dei dati personali.
Un'abitudine che vale anche per il resto
Questa prudenza si combina con altre abitudini di sicurezza digitale che valgono già per chi vende online, come riconoscere i segnali di un negozio online falso: la logica è sempre la stessa, cioè diffidare prima di agire.
Le tecniche per riconoscere i contenuti falsi cambiano di continuo. Nei casi sospetti che riguardano soldi o dati sensibili, la mossa più sicura resta una sola: confermare attraverso un canale alternativo che già conosci.
Domande frequenti
Esiste un'app che riconosce i deepfake in automatico?
Esistono alcuni strumenti, ma nessuno è affidabile al 100% al momento. L'occhio allenato, unito alla diffidenza verso i contenuti sensazionalistici o urgenti, resta la difesa più efficace.
Le truffe con la voce clonata dall'IA colpiscono anche le piccole attività?
Sì, esistono casi di frode con voce sintetica, comprese truffe che imitano fornitori o clienti per chiedere una modifica urgente dei dati di pagamento. Conferma sempre su un altro canale prima di agire.
Rischio qualcosa se condivido un deepfake senza sapere che è falso?
Dipende dalla situazione e dal contenuto, per esempio se danneggia qualcuno o viola la privacy. Nel dubbio non condividere finché non confermi che il video è vero da fonti affidabili e, se serve, chiedi il parere di un avvocato.
Fonti: Polizia Postale - Commissariato di P.S. online · Garante per la protezione dei dati personali



