Per una partita IVA individuale o una microimpresa le strade più comuni sono tre: un finanziamento bancario assistito dalla garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le PMI, il microcredito (fino a 75.000 euro, con un tutor) e, per chi avvia un'attività, gli incentivi di Invitalia, che hanno requisiti stretti. Qualunque strada scegli, la domanda passa da soggetti autorizzati: non pagare mai anticipi per «sbloccare» una pratica e controlla l'iscrizione di chi ti propone il finanziamento. Importi, percentuali e stato dei bandi sono quelli letti a ottobre 2026 sui siti ufficiali: controllali di nuovo, perché cambiano.
Prima di chiedere: i numeri e la posizione in regola
Un finanziamento ha senso se il denaro che porta supera quello che costa. Prima di parlare con una banca prepara tre cose: i ricavi incassati degli ultimi anni, le quietanze di imposte e contributi e un conteggio del costo totale della rata. Se hai pagamenti arretrati con Fisco o INPS, regolarizzali prima, come spiega la guida al ravvedimento operoso. Anche un conto usato solo per l'attività racconta il tuo flusso di cassa: ne parla la guida al conto corrente per la partita IVA.
Fondo di garanzia per le PMI
La pagina «Conosci il Fondo» (modificata il 17 settembre 2026) descrive una garanzia pubblica che sostituisce le garanzie costose normalmente richieste per ottenere un finanziamento. Cosa dice:
- Chi può usarlo: micro, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese e professionisti titolari di partita IVA iscritti a ordini o associazioni professionali previste dalla legge 4/2013. Sono esclusi alcuni settori, come le attività finanziarie e assicurative.
- Come si chiede: la domanda non va presentata al Fondo ma a una banca, che richiede la garanzia sul finanziamento, oppure a un Confidi, che concede una prima garanzia e chiede la controgaranzia al Fondo.
- Cosa non cambia: il Fondo non interviene nel rapporto tra banca e cliente, quindi tassi e condizioni di rimborso restano da concordare. Sulla parte garantita non si possono acquisire garanzie reali, assicurative o bancarie.
- Quanto copre: garanzia diretta e riassicurazione all'80% per operazioni di investimento e per alcune categorie di imprese o operazioni; al 50% per le operazioni di liquidità. È la disciplina transitoria prorogata fino al 31 dicembre 2026 dal decreto-legge 200/2025: dopo quella data verifica le regole.
La scheda di Mediocredito Centrale indica una copertura fino all'80% e un importo massimo garantito di 2,5 milioni di euro per beneficiario, con domanda presentata alla banca o al Confidi.
Microcredito: importi, durata e tutor
L'Ente Nazionale per il Microcredito è un ente pubblico non economico e, come precisa il suo sito, non eroga fondi direttamente: i prestiti li concedono banche e altri intermediari. Per il microcredito imprenditoriale la pagina dell'Ente indica:
- Beneficiari: lavoratori autonomi e microimprese in forma di ditta individuale, associazione, società di persone, Srl, Srls o cooperativa. Restano fuori i lavoratori autonomi e le ditte individuali con più di 5 dipendenti e le società con più di 10 dipendenti non soci.
- Importo e durata: massimo 75.000 euro (100.000 per le Srl) e fino a 120 mesi, preammortamento incluso; forma tecnica: mutuo chirografario.
- Garanzia: quella del Fondo di garanzia PMI, all'80% e al 60% per le operazioni oltre 50.000 euro.
- Tutor: un tutor di microcredito offre assistenza gratuita per valutare l'idea e, dopo il finanziamento, per condurre l'attività. Se la convenzione lo prevede, la banca trattiene l'1% della somma erogata e lo gira al tutor.
- Dove si chiede: nelle banche convenzionate con l'Ente (elenco per regione); la richiesta è gratuita fino all'erogazione.
Incentivi Invitalia: solo con i requisiti giusti
La scheda di Resto al Sud 2.0 sostiene la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nel Mezzogiorno. Requisiti e agevolazioni:
- Chi: giovani tra 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti che siano inattivi, inoccupati o disoccupati, oltre ai disoccupati del programma GOL e ai «working poor».
- Dove e in quali settori: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; tutti i settori tranne agricoltura, pesca e acquacoltura.
- Cosa offre: voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000; contributo a fondo perduto del 75% per programmi fino a 120.000 euro e del 70% tra 120.000 e 200.000.
- Stato: alla consultazione la scheda indicava «Attivo», con apertura il 15 ottobre 2025 e domande esaminate in ordine cronologico, entro 90 giorni, nei limiti delle risorse. La pagina non è datata: verifica prima di fare piani.
Per le regioni del Centro-Nord esiste Autoimpiego Centro-Nord, nello stesso Piano Integrato Autoimpiego: le agevolazioni sono rivolte ai giovani under 35. Altre misure di Invitalia, come ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero, hanno schede e requisiti propri e non sono trattate qui: controlla sulla pagina ufficiale se la domanda è aperta. Se hai più di 35 anni o l'attività è già avviata da tempo, queste misure di norma non fanno per te.
Quale strada per quale caso
| Strumento | Per chi | Cosa offre | Come si chiede |
|---|---|---|---|
| Garanzia del Fondo PMI | PMI iscritte al Registro delle Imprese e professionisti con partita IVA | Garanzia pubblica su un finanziamento bancario, fino all'80% | Domanda alla banca o al Confidi |
| Microcredito imprenditoriale | Lavoratori autonomi e microimprese sotto i limiti di dipendenti | Fino a 75.000 euro, fino a 120 mesi, tutor gratuito | Banche convenzionate con l'Ente |
| Resto al Sud 2.0 | Under 35 nel Mezzogiorno, nuove iniziative | Voucher fino a 40.000 euro o contributo al 75% o 70% | Piattaforma di Invitalia |
| Autoimpiego Centro-Nord | Under 35 nelle regioni del Centro-Nord | Agevolazioni a fondo perduto, con tutoraggio | Piattaforma di Invitalia |
Usura: capire se un tasso è fuori legge
Secondo la pagina della Banca d'Italia sull'usura, la legge 108/1996 fissa un tasso-soglia: un tasso che lo supera è usurario. Dal 14 maggio 2011 la soglia è il tasso effettivo globale medio (TEGM) aumentato di un quarto più quattro punti percentuali, con una differenza massima di otto punti rispetto al TEGM. La Banca d'Italia rileva i TEGM ogni trimestre su delega del MEF, che pubblica TEGM e soglie in Gazzetta Ufficiale e sul proprio sito; banche e intermediari devono esporre i TEGM nei locali aperti al pubblico. La verifica dell'usura sui singoli contratti spetta all'autorità giudiziaria.
Esempio con cifre inventate: con un TEGM del 10% la soglia è 10 + 2,5 + 4 = 16,5%. Con un TEGM del 20% la formula darebbe 29%, ma la differenza non può superare otto punti: la soglia è 28%. Per le soglie reali del trimestre cerca le tabelle ufficiali. Chi è parte offesa in un procedimento penale per usura può accedere al Fondo di solidarietà, che eroga mutui senza interessi pari al danno subito, rimborsabili in massimo dieci anni.
Intermediari abusivi e falsi prestiti
Prima di dare dati o documenti a chi ti propone un prestito, verifica che sia autorizzato. L'OAM permette di consultare gli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e di verificarne l'autorizzazione; la Banca d'Italia pubblica albi ed elenchi di banche e intermediari, comprese liste di soggetti non autorizzati, e ricorda che la legge punisce penalmente chi esercita l'attività bancaria o finanziaria senza autorizzazione.
Un caso descritto dalla Banca d'Italia nel gennaio 2026 su Economia per tutti: un post sui social offre «prestiti a condizioni facilitate»; un falso agente che si dice della Banca d'Italia chiede l'IBAN, poi 50 euro per la «lavorazione della pratica» con bonifico istantaneo su un conto estero, poi altri 150 euro per aprire un conto presso una banca straniera, e continua su Telegram. La Banca d'Italia chiarisce che non concede prestiti e non chiede denaro ai cittadini.
- Offerte non richieste sui social e contatti su Telegram.
- Richieste di IBAN e di pagamenti anticipati per «pratiche» o spese.
- Bonifici verso conti esteri o invito ad aprire conti in banche straniere.
- Documenti con loghi o firme contraffatti.
Se ti riconosci in questo schema non rispondere, segnala ai Carabinieri o alla Polizia postale e, se hai già pagato, denuncia subito.
Checklist prima di firmare
- Il soggetto che propone il finanziamento risulta negli elenchi di Banca d'Italia o OAM?
- Hai il costo totale in euro, non solo la rata, e hai confrontato almeno tre offerte?
- Il tasso complessivo è lontano dalla soglia antiusura del trimestre?
- Se c'è una garanzia pubblica, la banca ha confermato la presentazione della domanda?
- Non ti hanno chiesto anticipi, pagamenti su conti esteri o dati di accesso al conto?
- Hai salvato contratto, documenti informativi e corrispondenza?
Fonti: Fondo di garanzia (pagina «Conosci il Fondo» e scheda di Mediocredito Centrale), Ente Nazionale per il Microcredito, Invitalia (Resto al Sud 2.0, Piano Integrato Autoimpiego), Banca d'Italia (usura, albi ed elenchi, Economia per tutti), OAM. Controllato a ottobre 2026.
Domande frequenti
Un professionista con partita IVA può usare il Fondo di garanzia per le PMI?
Sì, se è titolare di partita IVA e iscritto a un ordine o a un'associazione professionale prevista dalla legge 4/2013. La domanda si presenta alla banca o al Confidi, non direttamente al Fondo.
Quanto si può chiedere con il microcredito imprenditoriale?
Secondo l'Ente Nazionale per il Microcredito, fino a 75.000 euro (100.000 per le Srl), con durata massima di 120 mesi. Il prestito lo eroga una banca convenzionata, non l'Ente.
Resto al Sud 2.0 è per tutti?
No: è per giovani tra 18 e 35 anni, inattivi, inoccupati o disoccupati, che avviano un'iniziativa in otto regioni del Mezzogiorno. Controlla sempre sulla scheda Invitalia se le domande sono aperte.
Come capisco se un prestito è usurario?
Si confronta il tasso con la soglia antiusura del trimestre, pari al TEGM aumentato di un quarto più quattro punti, con differenza massima di otto punti. La verifica sul singolo contratto spetta all'autorità giudiziaria.
È normale pagare un anticipo per ottenere un finanziamento?
No: richieste di denaro anticipato per «pratiche», verso conti esteri, sono un segnale di truffa. Verifica l'iscrizione negli elenchi OAM o Banca d'Italia e segnala alle forze dell'ordine.
Fonti: Fondo di garanzia per le PMI: Conosci il Fondo (modificata il 17 settembre 2026) · Mediocredito Centrale: Fondo di Garanzia · Ente Nazionale per il Microcredito: Microcredito Imprenditoriale · Ente Nazionale per il Microcredito: L'Ente · Invitalia: Resto al Sud 2.0 · Invitalia: Piano Integrato Autoimpiego · Banca d'Italia: Le attività in tema di usura · Banca d'Italia: Consultazione albi ed elenchi di banche e altri intermediari · Banca d'Italia, Economia per tutti: «Prestiti dalla Banca d'Italia», come funziona la truffa (30 gennaio 2026) · OAM: Consulta gli elenchi e i registri OAM · OAM: Cosa fa l'OAM



