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Fisco e partita IVA

Limite di ricavi nel regime forfettario: 85.000 euro, 100.000 euro e le altre soglie

Come si contano i limiti, cosa succede se li superi e come fare il controllo degli incassi, con le regole in vigore nel 2026.

Di Vagner Soares · Aggiornato il · 6 min di lettura

Copertina della guida: Limite di ricavi nel regime forfettario: 85.000 euro, 100.000 euro e le altre soglie

Nel regime forfettario il limite di ricavi è 85.000 euro: per applicarlo nell'anno devi aver incassato al massimo questa cifra (ragguagliata ad anno) nell'anno precedente. Se la superi in corso d'anno ma resti sotto 100.000 euro, il regime cessa dall'anno successivo; se superi 100.000 euro, esci subito, nello stesso anno, e l'IVA scatta dall'operazione che fa sforare il tetto. Oltre ai ricavi ci sono altri due limiti: 20.000 euro di spese per il personale e la soglia sui redditi da lavoro dipendente. Qui trovi quali valgono nel 2026 e come si contano. Le soglie cambiano con le leggi di bilancio: controlla sul sito ufficiale, perché cambia ogni anno.

Le soglie in una tabella

SogliaCosa misuraQuando scatta l'effetto
85.000 euroRicavi o compensi dell'anno precedente, ragguagliati ad annoSi esce dall'anno successivo
100.000 euroRicavi o compensi percepiti nell'anno in corso, in valore assolutoSi esce subito, dallo stesso anno
20.000 euroSpese lorde dell'anno precedente per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratoriSi esce dall'anno successivo
30.000 euro (35.000 per il 2025 e il 2026)Redditi da lavoro dipendente e assimilati dell'anno precedenteCausa di esclusione dall'anno successivo, se il rapporto non è cessato

Fonti: scheda dell'Agenzia delle Entrate (aggiornata al 21 luglio 2026) e legge 190/2014, art. 1. Il limite di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente è stato fissato per il 2025 dalla legge 207/2024 (art. 1, comma 12) ed esteso al 2026 dalla legge 199/2025 (art. 1, comma 27).

Come si conta il limite di 85.000 euro

Oltre 85.000 ma sotto 100.000 euro

Non succede nulla nell'anno in cui superi la soglia: continui in forfettario fino al 31 dicembre. Dall'anno successivo passi al regime ordinario, con IVA e IRPEF calcolate con le regole generali. Due dettagli utili:

Oltre 100.000 euro: l'uscita immediata, passo per passo

Il tetto di 100.000 euro non si ragguaglia: conta quanto hai effettivamente incassato nell'anno. La circolare 32/E indica come comportarsi:

  1. Individua l'incasso che fa superare 100.000 euro: è la linea di demarcazione tra forfettario e regime ordinario, anche ai fini IRPEF e ritenute.
  2. Integra la fattura incassata con l'IVA: emetti una nota di variazione in aumento tramite SdI, addebitando l'IVA in rivalsa.
  3. Lascia senza IVA le fatture emesse prima di quell'incasso, anche se pagate dopo.
  4. Fattura con IVA le operazioni già effettuate ma non ancora fatturate e tutte quelle successive.
  5. Istituisci i registri IVA e, per la parte dell'anno in regime ordinario, fai liquidazioni e dichiarazione annuale.
  6. Considera la rettifica della detrazione IVA su magazzino e beni ammortizzabili acquistati in forfettario.
  7. Determina il reddito dell'intero anno con le regole ordinarie, come indicano le istruzioni Redditi PF 2026.

Esempio dell'Agenzia: un professionista ha già incassato 80.000 euro a settembre. A ottobre emette la fattura x da 4.000 euro, la y da 30.000 e la z da 5.000. Il 20 novembre incassa la y: supera 100.000 euro ed esce subito. La y va integrata con l'IVA, mentre x e z, emesse prima di quell'incasso, restano legittimamente senza IVA.

Attenzione: prima di accettare un grosso pagamento a fine anno, controlla il totale incassato. Un solo bonifico può trasformare un anno in forfettario in un anno con IVA, registri e reddito ordinario.

Spese per il personale e redditi da lavoro dipendente

Il limite di 20.000 euro riguarda le spese lorde per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti e collaboratori sostenute nell'anno precedente, comprese le somme erogate come utili di partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro e quelle per le prestazioni dell'imprenditore o dei familiari. Se lo superi, il regime cessa dall'anno successivo.

La soglia sui redditi da lavoro dipendente e assimilati è una causa di esclusione: 30.000 euro, elevati a 35.000 per il 2025 e il 2026. Non conta se il rapporto di lavoro dipendente è cessato (alle condizioni indicate dall'Agenzia). Se hai un impiego e un'attività in partita IVA, verifica ogni gennaio la somma dei redditi dell'anno appena chiuso.

Come restare sotto i limiti: il controllo degli incassi

Dal 2027: cosa controllare

Per il 2026 vale la legge 190/2014. Dal 1° gennaio 2027 la disciplina passa al Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, artt. 232, 233 e 238): il testo riporta le stesse soglie di 85.000, 100.000 e 20.000 euro e indica 30.000 euro per i redditi da lavoro dipendente; l'innalzamento a 35.000 euro vale infatti solo per il 2025 e il 2026. A fine anno controlla se la legge di bilancio cambia questi numeri.

Se invece stai ancora aprendo la partita IVA, parti dalla guida passo passo; per capire cosa paghi finché resti nel regime, vedi la guida a imposte e contributi.

Fonti: Agenzia delle Entrate (scheda sul regime forfetario, circolare 32/E del 5 dicembre 2023, istruzioni Redditi PF 2026), INPS (circolare 14/2026), legge 190/2014, legge 207/2024, legge 199/2025 e D.Lgs. 117/2026 su Normattiva. Controllato a ottobre 2026.

Domande frequenti

Cosa succede se supero 85.000 euro nel regime forfettario?

Se resti sotto 100.000 euro nell'anno, continui in forfettario fino al 31 dicembre e dall'anno successivo passi al regime ordinario, con IVA e IRPEF con le regole generali.

Cosa succede se supero 100.000 euro in corso d'anno?

Esci subito dal regime, nello stesso anno. Dall'incasso che fa superare il tetto devi applicare l'IVA, integrando la fattura con una nota di variazione, e per l'IRPEF calcoli il reddito dell'intero anno con le regole ordinarie.

Il limite si conta sul fatturato o sull'incassato?

Sull'incassato, se nell'anno di riferimento eri in forfettario, in contabilità semplificata o professionista. Chi nell'anno precedente era in contabilità ordinaria verifica i ricavi con il criterio di competenza.

Posso rientrare nel forfettario dopo averlo perso?

Sì, se in un anno incassi di nuovo non più di 85.000 euro e non ricorrono cause di esclusione, anche dopo aver superato 100.000 euro. La riduzione del 35% dei contributi INPS per artigiani e commercianti, invece, non si può riottenere.

Fonti: Agenzia delle Entrate: Regime forfetario, che cos'è (aggiornata al 21 luglio 2026) · Normattiva: legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 (commi 54-89) · Agenzia delle Entrate: circolare n. 32/E del 5 dicembre 2023 sul regime forfetario · Agenzia delle Entrate: Istruzioni Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 3 (quadro LM) · INPS: circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, contribuzione 2026 di artigiani e commercianti · Normattiva: legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 12 (soglia di 35.000 euro per il 2025) · Normattiva: legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 27 (soglia di 35.000 euro estesa al 2026) · Normattiva: D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico delle imposte sui redditi (artt. 232, 233, 238 e 377)