Nel regime forfettario paghi due cose: l'imposta sostitutiva (15%, oppure 5% nei primi cinque anni di attività) sul reddito che ottieni moltiplicando i ricavi incassati per il coefficiente di redditività, e i contributi INPS, che dipendono dalla tua gestione. Non paghi IRPEF, addizionali e IRAP, e non versi IVA. Per artigiani e commercianti nel 2026 i contributi sono il 24% o il 24,48% del reddito, con un minimo dovuto anche se guadagni poco; per i professionisti in Gestione separata sono il 26,07%. Sotto trovi aliquote, scadenze ed esempi con cifre inventate. Gli importi INPS si aggiornano ogni anno: controlla sul sito ufficiale, perché cambia ogni anno.
Le due voci in una tabella
| Voce | Su cosa si calcola | Misura nel 2026 |
|---|---|---|
| Imposta sostitutiva | Ricavi incassati × coefficiente − contributi versati | 15%; 5% per i primi cinque anni, con condizioni |
| Contributi artigiani | Reddito forfettario lordo, con un minimale | 24% |
| Contributi commercianti | Reddito forfettario lordo, con un minimale | 24,48% |
| Contributi Gestione separata (professionisti) | Reddito forfettario lordo | 26,07%, oppure 24% se già pensionati o assicurati altrove |
L'imposta sostitutiva è fissata dall'art. 1, comma 64, della legge 190/2014; le aliquote contributive sono nelle circolari INPS richiamate sotto. Il meccanismo del coefficiente è spiegato nella guida al regime forfettario.
Imposta sostitutiva: base e deduzione dei contributi
La base è il reddito forfettario lordo: ricavi o compensi incassati nell'anno per il coefficiente del tuo codice ATECO (40%, 54%, 62%, 67%, 78% o 86% a seconda del gruppo). Da quel reddito si deducono per intero i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno, come indicano le istruzioni del Modello Redditi per il quadro LM; l'eventuale eccedenza si deduce dal reddito complessivo. Sul risultato applichi il 15%, o il 5% se hai i requisiti per i nuovi avviati. Poiché conta ciò che versi nell'anno, saldi e acconti dei contributi pagati a giugno, luglio e novembre rientrano nella deduzione dell'anno in cui li paghi.
Contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti
I dati arrivano dalla circolare INPS 14/2026:
- Aliquote: 24% per gli artigiani, 24,48% per i commercianti (include lo 0,48% per l'indennizzo di cessazione dell'attività commerciale).
- Minimale di reddito: 18.808 euro. Il contributo sul minimale è dovuto anche se il reddito effettivo è inferiore: 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, compresi 7,44 euro di maternità.
- Oltre il minimale: stessa aliquota sul reddito eccedente, fino a 56.224 euro; sopra questa fascia l'aliquota sale di un punto (25% e 25,48%).
- Riduzione del 35%: è facoltativa e si chiede all'INPS. Come chiarisce la circolare INPS 35/2016, la riduzione si applica sia al contributo sul minimale sia a quello sull'eccedenza; il contributo di maternità di 7,44 euro è comunque dovuto.
Stima del minimo con la riduzione del 35% (calcolo indicativo mio, non un importo ufficiale): contributo IVS sul minimale × 0,65 + 7,44 euro, cioè circa 2.940 euro per un artigiano e circa 3.000 euro per un commerciante. L'importo esatto lo trovi nel Cassetto previdenziale, sezione «Dati del mod. F24».
La riduzione richiede una domanda: chi inizia l'attività la presenta con la massima tempestività dopo l'iscrizione; chi è già in attività la presenta entro il 28 febbraio per averla dal 1° gennaio. Chi esce dal regime agevolato non può più rientrarci. È riservata a chi esercita attività d'impresa (art. 1, comma 76, legge 190/2014): non vale per i professionisti.
Contributi INPS 2026 per i professionisti in Gestione separata
La circolare INPS 8/2026 fissa per i professionisti titolari di partita IVA non assicurati altrove e non pensionati l'aliquota del 26,07%: 25% per IVS, 0,72% aggiuntivo e 0,35% per l'ISCRO. Per chi è già pensionato o assicurato presso altre forme obbligatorie l'aliquota resta il 24%. Il massimale di reddito è 122.295 euro.
Il contributo si calcola applicando l'aliquota al reddito, senza riduzioni del 35%. Il minimale di 18.808 euro serve per l'accredito dei mesi: per l'anno intero con l'aliquota del 26,07% servono 4.903,25 euro; con redditi inferiori ti vengono accreditati meno mesi. I versamenti usano il modello F24, con le stesse scadenze delle imposte sui redditi.
Scadenze 2026: saldo, acconti e rate INPS
- 30 giugno 2026: saldo 2025 e primo acconto 2026 di imposta e contributi sul reddito (artigiani e commercianti sull'eccedenza, professionisti in Gestione separata). Si può differire fino al 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40% (istruzioni Modello Redditi PF 2026).
- 30 novembre 2026: secondo acconto 2026.
- Minimale artigiani e commercianti: quattro rate fisse, il 18 maggio, il 20 agosto, a novembre 2026 e il 16 febbraio 2027. Per novembre la circolare 14/2026 indica il 16 e la pagina INPS sulle aliquote degli artigiani il 17: verifica la data nel Cassetto previdenziale.
- Codici F24 dell'imposta sostitutiva: 1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo acconto o l'acconto unico, 1792 per il saldo.
Per l'imposta sostitutiva la legge rinvia alle regole di versamento dell'IRPEF (art. 1, comma 64). Nelle istruzioni 2026 l'IRPEF prevede acconti in due rate, 40% e 60%, o in un'unica soluzione a novembre se l'importo è inferiore a 257,52 euro: per il tuo caso controlla le istruzioni del quadro LM o chiedi al tuo commercialista. Per i contributi dei professionisti l'INPS spiega nella sua pagina su F24 e Gestione separata che saldo e primo acconto si possono differire di 30 giorni o rateizzare.
Esempio svolto con cifre inventate
I numeri sono di fantasia e servono a vedere il meccanismo. Assumo che i contributi versati nell'anno coincidano con quelli dovuti per lo stesso anno, ignoro la differenza tra acconti e saldo e uso le aliquote 2026 sopra. La riduzione del 35% è applicata all'esempio A.
| Voce | A: negozio al dettaglio (commerciante) | B: professionista senza cassa |
|---|---|---|
| Ricavi incassati | 60.000 | 30.000 |
| Coefficiente | 40% | 78% |
| Reddito forfettario lordo | 24.000 | 23.400 |
| Contributi INPS (stima) | 3.826 | 6.100 |
| Reddito imponibile | 20.174 | 17.300 |
| Imposta al 15% | 3.026 | 2.595 |
| Totale imposta + contributi | 6.852 | 8.695 |
| Incidenza sui ricavi | 11,4% | 29,0% |
| Imposta al 5% (primi cinque anni) | 1.009 | 865 |
| Totale con l'aliquota del 5% | 4.835 | 6.965 |
Come si ottiene A: 24.000 × 24,48% = 5.875,20; meno il 35% fa 3.818,88; più 7,44 di maternità fa 3.826. B: 23.400 × 26,07% = 6.100. Se il commerciante incassasse solo 40.000 euro, il reddito sarebbe 16.000, sotto il minimale: i contributi restano quelli sul minimale con la riduzione, circa 3.000 euro, e l'imposta è (16.000 − 3.000) × 15% = 1.950, per un totale di circa 4.950 euro (12,4% dei ricavi).
La differenza tra A e B dipende da due fattori: il coefficiente (più alto per i professionisti) e la riduzione del 35%, che i professionisti in Gestione separata non hanno.
Cosa fare con questi numeri
- Calcola ogni trimestre ricavi incassati × coefficiente e metti da parte la quota per imposta e contributi, usando le aliquote dei tuoi dati.
- Se sei artigiano o commerciante, apri il Cassetto previdenziale e leggi gli importi esatti prima di ogni rata.
- Segna in calendario 30 giugno, 30 luglio e 30 novembre, e le quattro rate INPS sul minimale.
- Controlla ogni anno aliquote e minimale: cambiano con le circolari INPS di febbraio.
- Per decidere se restare nel forfettario, rifai il conto con i costi reali: i limiti di ricavi e il tuo margine contano più dell'aliquota.
Fonti: INPS (circolari 14/2026, 8/2026 e 35/2016, schede su aliquote e F24), Agenzia delle Entrate (istruzioni Redditi PF 2026, codici tributo), legge 190/2014 su Normattiva. Controllato a ottobre 2026.
Domande frequenti
Nel regime forfettario si pagano IRAP e addizionali?
No: l'imposta sostitutiva del 15% (o 5%) sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Restano i contributi INPS, che non sono assorbiti dall'imposta.
I contributi INPS si pagano anche se incasso poco?
Artigiani e commercianti sì: devono versare il contributo sul minimale di reddito (18.808 euro nel 2026) anche con redditi inferiori. In Gestione separata il contributo è proporzionale al reddito, e un reddito basso fa accreditare meno mesi.
Come si ottiene la riduzione del 35% dei contributi?
Con una domanda all'INPS, riservata a chi esercita attività d'impresa nel forfettario: va fatta subito dopo l'iscrizione per i nuovi avviati, entro il 28 febbraio per chi è già in attività. Non vale per i professionisti in Gestione separata.
Quando si paga l'imposta sostitutiva?
Il saldo e il primo acconto scadono il 30 giugno (differibili al 30 luglio con lo 0,40%), il secondo acconto il 30 novembre. Si versa con F24, con i codici 1790, 1791 e 1792 per primo acconto, secondo acconto e saldo.
Fonti: INPS: circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, contribuzione 2026 di artigiani e commercianti · INPS: circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, aliquote 2026 della Gestione separata · INPS: circolare n. 35 del 19 febbraio 2016, regime contributivo agevolato (riduzione del 35%) · INPS: Aliquote e contributi artigiani (aggiornata al 12 marzo 2026) · INPS: F24 per professionisti iscritti alla Gestione separata (aggiornata all'8 luglio 2025) · Agenzia delle Entrate: Istruzioni Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 1 (versamenti e codici tributo) · Agenzia delle Entrate: Istruzioni Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 3 (quadro LM) · Normattiva: legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 (commi 54-89)



