Sì: dal 1° gennaio 2024 tutti i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica, qualunque sia l'importo dei ricavi. La fattura si invia attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), senza IVA ma con l'indicazione del regime, e se l'importo supera 77,47 euro si aggiunge l'imposta di bollo da 2 euro. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione strumenti gratuiti per compilarla e inviarla. Sotto trovi i passaggi e una tabella dei campi da controllare prima di premere invio. Specifiche tecniche, scadenze del bollo e servizi cambiano: verifica sul sito ufficiale, perché cambia ogni anno.
Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale per tutti
La circolare 32/E del 5 dicembre 2023 dell'Agenzia delle Entrate (par. 1.2) è chiara: l'obbligo di fattura elettronica riguarda «tutti i soggetti che adottano il forfetario» dal 1° gennaio 2024, e chi non era obbligato nel 2022 deve emetterla da quella data a prescindere da ricavi o compensi. Molte guide più vecchie, comprese edizioni passate della guida dell'Agenzia, parlano ancora di esonero: se la pagina che stai leggendo dice che il forfettario può emettere fattura cartacea, è datata.
Lo stesso paragrafo ricorda due cose pratiche: il forfettario deve attestare ai committenti che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva ed esplicitare in fattura l'applicazione del regime forfetario. Le regole generali del regime sono nella guida al regime forfettario.
Come funziona l'invio: SdI, codice destinatario e PEC
Non spedisci la fattura al cliente: la trasmetti al Sistema di Interscambio, che la controlla e la recapita. Secondo il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate sulle regole tecniche, il SdI associa al canale telematico del destinatario almeno un codice numerico di 7 cifre (punto 2.2), mentre il valore convenzionale «0000000» (punto 3.4) serve, per esempio, quando il cliente ti comunica una PEC invece del codice. Se il file viene scartato ricevi una ricevuta di scarto (il provvedimento indica 5 giorni al punto 2.4): correggi l'errore e invia di nuovo.
Se il cliente è un privato senza partita IVA, la fattura passa comunque dal SdI, ma a lui consegni una copia informatica o cartacea (punti 3.3 e 3.4): mandala via email o stampala. Il documento che vale è il file elettronico, non la copia.
Gli strumenti gratuiti dell'Agenzia delle Entrate
Il provvedimento (punto 1.5) prevede che l'Agenzia renda disponibili gratuitamente una procedura web, un'applicazione per dispositivi mobile e un software per PC. La pagina dell'Agenzia sulla fatturazione elettronica (datata 2018: controlla cosa è cambiato) descrive il portale «Fatture e Corrispettivi» come area web riservata, con servizi «totalmente gratuiti» per predisporre, trasmettere, consultare e conservare le fatture. Gli strumenti oggi attivi e le credenziali per entrare li trovi nell'area riservata; i nomi dei menu cambiano, per questo qui non li elenco. Se usi un programma a pagamento, controlla che imposti da solo regime forfettario e bollo.
Il percorso, con la procedura web, in cinque passaggi:
- Accedi all'area riservata e apri il portale «Fatture e Corrispettivi». Risultato atteso: vedi il servizio di fatturazione elettronica.
- Crea una nuova fattura e compila i dati del cliente: partita IVA o codice fiscale, più codice destinatario o PEC. Risultato atteso: cliente e recapito sono indicati.
- Inserisci descrizione e importo, regime forfettario, natura dell'operazione e dicitura (tabella qui sotto). Risultato atteso: totale senza IVA.
- Aggiungi il bollo se l'importo supera 77,47 euro. Risultato atteso: campo bollo valorizzato, 2 euro.
- Invia e controlla l'esito. Risultato atteso: ricevuta del SdI di consegna oppure di scarto; salva il file e la ricevuta.
I campi da controllare, uno per uno
| Campo | Cosa inserire | Controllo prima di inviare |
|---|---|---|
| Cedente (tu) | Partita IVA, codice fiscale, nome o ditta | Uguali ai dati di attribuzione della partita IVA |
| Regime fiscale | Regime forfettario, scelto dall'elenco dei regimi | Il programma lo registra con il codice dedicato: non lasciare quello ordinario |
| Cliente | Partita IVA o codice fiscale | Per un privato serve il codice fiscale |
| Codice destinatario o PEC | Codice di 7 caratteri; con una PEC, «0000000» e l'indirizzo PEC | Non lasciare il campo vuoto |
| IVA e natura | Nessuna IVA; natura N2.2, «non soggette - altri casi» | Il codice N2.2 è indicato dalle specifiche tecniche 1.7, come riporta InformazioneFiscale: confermalo nel tuo programma |
| Dicitura | Riferimento al regime forfettario e alla legge 190/2014, commi 54-89 | La formula esatta è nella guida al regime; la circolare 32/E chiede di esplicitare in fattura il regime |
| Bollo | Importo superiore a 77,47 euro: bollo virtuale «SI», 2 euro | Se manca, l'Agenzia può rilevarlo dagli elenchi trimestrali delle fatture |
| Ritenuta | Nessuna ritenuta nel documento | Hai attestato al committente che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva |
| Numero e data | Numero progressivo, data dell'operazione | Niente numeri duplicati o salti |
Il codice N2.2 è riportato da InformazioneFiscale, che lo collega ai chiarimenti di Telefisco 2022 e alle specifiche tecniche 1.7; il campo «bollo virtuale» valorizzato con «SI» segnala che l'imposta è stata assolta.
Il bollo da 2 euro, con un esempio
Quando in un documento l'importo è escluso, esente o fuori campo IVA e supera 77,47 euro, si applica un'imposta di bollo fissa di 2 euro. La pagina della Camera di Commercio di Firenze elenca tra le operazioni interessate anche quelle dei contribuenti in regime forfettario e ricorda che la fattura deve riportare l'annotazione di assolvimento dell'imposta ai sensi del DM 28 dicembre 2018. Il limite è «superiore a»: una fattura da 77,47 euro non ha bollo, una da 77,48 euro sì.
L'importo dovuto lo calcola l'Agenzia dalle fatture trasmesse al SdI; la stessa pagina spiega che il modello F24 precompilato si trova nell'area «Fatture e Corrispettivi» e che il versamento segue scadenze trimestrali. Le date sono state riviste negli anni: non copiare quelle di vecchie guide e controlla il calendario aggiornato sul sito dell'Agenzia.
Conservare le fatture
Il provvedimento (punto 7.1) prevede che le fatture elettroniche si possano conservare in modo elettronico secondo il decreto del Ministro dell'Economia del 17 giugno 2014 e che l'Agenzia metta a disposizione un servizio di conservazione gratuito. Non confondere conservazione e consultazione: vedere le fatture nel portale non equivale ad averle conservate a norma. Controlla nell'area riservata se hai aderito al servizio, oppure affidati a un conservatore o al programma di fatturazione. Per quanto tempo conservare, chiedi al commercialista.
Errori comuni
- Mandare un PDF per email al posto della fattura passata dal SdI: per chi è obbligato non basta.
- Dimenticare il bollo su importi superiori a 77,47 euro o non indicarlo nel campo apposito.
- Lasciare il regime ordinario nel campo del regime fiscale, o non indicare il regime in fattura.
- Sbagliare codice destinatario o PEC: il file viene scartato e perdi tempo.
- Superare 100.000 euro e continuare senza IVA: dal momento del superamento la fattura va integrata con l'IVA, come spiega la guida ai limiti di ricavi; i passaggi successivi sono in cosa cambia dopo il forfettario.
Fonti: Agenzia delle Entrate (circolare 32/E del 5 dicembre 2023, provvedimento sulle regole tecniche, pagina sulla fatturazione elettronica), Camera di Commercio di Firenze per il bollo, InformazioneFiscale per il codice natura. Controllato a ottobre 2026.
Domande frequenti
I forfettari devono emettere fattura elettronica?
Sì, dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale per tutti i forfettari, a prescindere dall'importo di ricavi o compensi, come spiega la circolare 32/E dell'Agenzia delle Entrate.
Quando si paga il bollo da 2 euro sulla fattura del forfettario?
Quando l'importo supera 77,47 euro. Va indicato in fattura e l'importo dovuto è calcolato dall'Agenzia dalle fatture inviate al SdI; le scadenze trimestrali vanno controllate sul sito dell'Agenzia.
Esiste un programma gratuito per emettere la fattura elettronica?
Sì: l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente una procedura web e altri strumenti, accessibili dall'area riservata e dal portale Fatture e Corrispettivi.
Cosa scrivo in fattura se non applico l'IVA?
Indichi il regime forfettario e il riferimento alla legge 190/2014, commi 54-89; il programma di fatturazione propone il regime e la natura dell'operazione, che InformazioneFiscale indica come N2.2.
Fonti: Agenzia delle Entrate: circolare n. 32/E del 5 dicembre 2023 sul regime forfetario (testo integrale, copia pubblicata da Diritto Bancario) · Agenzia delle Entrate: provvedimento con le regole tecniche per l'emissione e la ricezione delle fatture elettroniche (testo coordinato) · Agenzia delle Entrate: Fatturazione elettronica (pagina informativa) · Camera di Commercio di Firenze: Assolvimento dell'imposta di bollo nelle fatture elettroniche · InformazioneFiscale: Codice natura N2.2 nelle fatture elettroniche dei forfettari



