Sì, anche chi è nel regime forfettario presenta ogni anno la dichiarazione dei redditi: si compila il Modello Redditi persone fisiche, dove il quadro LM raccoglie ricavi incassati, coefficiente e contributi. Non c'è una dichiarazione «solo dei ricavi» e non si presenta la dichiarazione IVA annuale, come spiega la guida al regime forfettario. La dichiarazione serve a determinare saldo e acconti dell'imposta e, per artigiani, commercianti e professionisti in Gestione separata, anche i contributi INPS. Date di invio e istruzioni del modello cambiano ogni anno: confrontale sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di compilare.
Cosa dichiari e cosa no
| Adempimento | Nel regime forfettario |
|---|---|
| Modello Redditi persone fisiche, quadro LM | Sì, ogni anno: codice ATECO, coefficiente, ricavi e contributi |
| Dichiarazione IVA annuale | No: non si presenta |
| Indici sintetici di affidabilità fiscale | Non si applicano |
| Quadro RR (contributi INPS) | Riguarda artigiani, commercianti e professionisti in Gestione separata: l'INPS pubblica ogni anno le indicazioni di compilazione |
| Registri e scritture contabili | Non obbligatori, ma si conservano i documenti emessi e ricevuti |
Per il quadro RR l'INPS ha pubblicato il 28 maggio 2026 una notizia con le indicazioni sulla compilazione e sulla riscossione dei contributi dovuti a saldo 2025 e in acconto 2026. Le istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF 2026 sono sul sito dell'Agenzia delle Entrate (qui il fascicolo 1, con le istruzioni generali): cerca il quadro LM nei fascicoli dedicati ai singoli quadri.
I dati da preparare prima di compilare
- Ricavi incassati nell'anno. Conta quando incassi, non quando emetti la fattura. Parti dalle fatture emesse e incrocia con estratti conto e ricevute di pagamento con carta.
- Codice ATECO e coefficiente. Verifica che il codice sia quello giusto, come spiega la guida al codice ATECO.
- Contributi previdenziali versati nell'anno. Si deducono dal reddito forfettario i contributi versati nell'anno, compresi saldo e acconti dell'anno prima. Raccogli le quietanze F24 e, se hai la riduzione del 35%, la comunicazione INPS.
- Versamenti già fatti. F24 di saldo e acconti dell'imposta sostitutiva, per capire cosa resta da pagare. Importi e scadenze sono nella guida a quanto si paga.
Esempio di riconciliazione con cifre inventate: la fattura va nel totale dell'anno in cui l'incassi.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Fatture emesse nell'anno | 52.000 |
| Meno: fatture dell'anno non ancora incassate al 31 dicembre | -6.500 |
| Più: fatture dell'anno precedente incassate quest'anno | +3.000 |
| Ricavi incassati da dichiarare | 48.500 |
Con questo totale rifai anche il controllo sui limiti di ricavi: la soglia si guarda sugli incassi.
Il calendario dell'anno, per la parte INPS
Le date delle imposte (saldo e acconti) sono nella guida a quanto si paga. Per i contributi, la circolare INPS 14/2026 indica per il 2026:
| Quando | Cosa |
|---|---|
| 28 febbraio 2026 | Termine perentorio per comunicare l'adesione alla riduzione del 35%, per chi ha avviato l'attività nel 2025. Entro la stessa data si può rinunciare con effetto dal 1° gennaio 2026; le rinunce successive valgono dal 2027 |
| 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027 | Quattro rate dei contributi sul minimale (artigiani e commercianti) |
| Termini delle imposte sui redditi | Saldo 2025 e acconti 2026 dei contributi sul reddito eccedente il minimale; si può versare entro 30 giorni dopo la scadenza con la maggiorazione dello 0,40% |
| Invio telematico del Modello Redditi | Termine fissato ogni anno dall'Agenzia delle Entrate: controllalo nelle istruzioni del modello |
Cosa conservare
- Fatture elettroniche emesse e fatture di acquisto: nel forfettario non tieni i registri, ma i documenti emessi e ricevuti vanno conservati.
- Quietanze F24 di imposta e contributi, e le comunicazioni INPS (per esempio sulla riduzione del 35%).
- Estratti conto che dimostrano gli incassi e il file di riconciliazione che hai usato.
- La copia della dichiarazione e la ricevuta di invio telematico: senza ricevuta non provi di aver presentato.
Per quanti anni conservare dipende dai termini di controllo del Fisco: chiedilo al tuo commercialista.
Errori che costano
| Errore | Perché è un problema |
|---|---|
| Dichiarare le fatture emesse invece degli incassi | Il reddito si calcola sul principio di cassa: il totale può risultare sbagliato |
| Dimenticare incassi arrivati su altri conti o piattaforme | Il totale dei ricavi è incompleto |
| Non indicare i contributi versati nell'anno | Perdi la deduzione dal reddito forfettario |
| Usare un coefficiente non corretto | Cambia il reddito su cui si calcola l'imposta |
| Non conservare la ricevuta di invio | Non puoi dimostrare di aver presentato in caso di dubbi |
Prima dell'invio: cinque controlli
Che tu compili da solo o ti affidi a un commercialista, chiedi il riepilogo dei numeri e verifica questi punti:
- I ricavi coincidono con la tua riconciliazione tra fatture, incassi ed estratti conto.
- Il codice ATECO e il coefficiente sono quelli dell'attività che svolgi davvero.
- I contributi dedotti corrispondono alle quietanze F24 versate nell'anno.
- L'aliquota del 15% o del 5% è coerente con gli anni di attività e con i requisiti che trovi nella guida al regime forfettario.
- Saldo e acconti risultanti dal modello sono quelli che hai in calendario: se non tornano, chiedi spiegazioni prima di pagare.
Dopo l'invio conserva la ricevuta insieme al riepilogo: ti servirà se devi correggere la dichiarazione o dimostrare le cifre.
Se sei in ritardo con la dichiarazione
Il testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024), che secondo la documentazione della Camera dei deputati si applica dal 1° gennaio 2027, prevede che la dichiarazione presentata con ritardo non superiore a 90 giorni abbia la sanzione ridotta a un decimo del minimo (art. 14, comma 1, lettera h); oltre i 90 giorni la riduzione è esclusa (art. 14, comma 6). Per l'omessa dichiarazione dei redditi l'art. 27 prevede il 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro; se non sono dovute imposte, da 250 a 1.000 euro. Un decimo di 250 euro fa 25 euro: è un calcolo sul minimo, valido solo quando non ci sono imposte da versare. Fino al 31 dicembre 2026 verifica con il commercialista la disciplina applicabile alla tua data di invio. Per imposte e contributi pagati tardi vedi la guida al ravvedimento operoso.
Fonti: INPS (circolare 14/2026, notizia sul quadro RR del 28 maggio 2026), Gazzetta Ufficiale (D.Lgs. 173/2024), Camera dei deputati (documentazione sulla riforma fiscale, luglio 2026), Agenzia delle Entrate (istruzioni Redditi PF 2026). Controllato a ottobre 2026.
Domande frequenti
Il forfettario deve presentare la dichiarazione dei redditi?
Sì: compila il Modello Redditi persone fisiche, dove il quadro LM raccoglie ricavi incassati, coefficiente e contributi. Termini e istruzioni cambiano ogni anno: confrontali sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Il forfettario presenta anche la dichiarazione IVA?
No: nel regime forfettario non si presenta la dichiarazione IVA annuale e gli indici sintetici di affidabilità fiscale non si applicano.
Cosa succede se presento la dichiarazione in ritardo?
Secondo il testo unico delle sanzioni tributarie (applicabile dal 1° gennaio 2027), con un ritardo fino a 90 giorni la sanzione è ridotta a un decimo del minimo; oltre i 90 giorni la riduzione è esclusa. Fino al 2026 chiedi conferma al commercialista.
Cosa devo conservare dopo l'invio?
Fatture emesse e ricevute, quietanze F24 di imposta e contributi, comunicazioni INPS, estratti conto e la ricevuta di invio telematico. Per quanti anni, chiedilo al commercialista.
Fonti: INPS: circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, contribuzione 2026 di artigiani e commercianti · INPS: Artigiani, commercianti e Gestione Separata, indicazioni sul Quadro RR (28 maggio 2026) · INPS: comunicato sulle istruzioni per il Quadro RR del Modello Redditi 2025-PF (7 luglio 2025) · Gazzetta Ufficiale: D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173, Testo unico delle sanzioni tributarie (S.O. n. 40, G.U. n. 279 del 28-11-2024) · Camera dei deputati: La riforma fiscale (documentazione, 21 luglio 2026) · Agenzia delle Entrate: Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 1 (istruzioni, aggiornamento del 28 maggio 2026)



